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Titolo: Le guerre dell’acqua
di: Vandana Shiva
edizione: Feltrinelli - col Universale Economica - Saggi |
Nel 1995 il vicepresidente della Banca mondiale espresse una previsione inquietante: "Se le guerre di questo secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del secolo prossimo avranno come oggetto del contendere l'acqua". Molti segni fanno pensare che avesse ragione.
Le prime pagine di questo libro parlano di acqua insufficiente in Israele, India, Cina, Bolivia, Canada, Messico, Ghana e Stati Uniti. Le guerre dell'acqua non sono una prospettiva lontana nel futuro. Il conflitto è già in corso, anche se non è sempre visibile. Molti conflitti politici di questo tipo sono infatti celati o repressi: chi controlla il potere preferisce mascherare le guerre dell'acqua travestendole da conflitti etnici e religiosi. |
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Titolo: Io sono un Nuba
di: Renato Kizito Sesana
edizione: Sperling &Kupfer |
"Come cristiano, non mi viene chiesto di schierarmi con i giusti e con i retti: sto dalla parte dei paria, dei peccatori, sono uno di loro."
Un missionario bianco in una terra dimenticata. È Kizito, padre comboniano che da anni vive in Africa, dove ha conosciuto la tragedia dei nuba del Sudan, una popolazione vittima di un genocidio di cui nessuno parla. Qui Kizito ne racconta la storia e denuncia il silenzio dei media internazionali, a cui il dramma di questo popolo fiero non interessa. Immortalati negli anni Settanta dalle celebri fotografie di Leni Riefenstahl, i nuba, durante vent'anni di guerra civile, hanno rischiato di scomparire sotto l'azione violenta del governo di Khartoum. Ma, come ripete Kizito, i nuba sono un mito che si rifiuta di morire. Guidati da un leader carismatico come Yousif Kuwa e armati di pochi kalashnikov e molta dignità, hanno combattuto per riconquistare il «diritto di essere se stessi». L'amicizia fra il padre comboniano innamorato dell'Africa e il popolo in lotta è iniziata nel 1995, quando il missionario è penetrato nel cuore del Sudan con un volo clandestino, rompendo un isolamento durato anni. Da allora Kizito ha sfidato in più occasioni la guerra in corso per visitare i villaggi, ricostruire le scuole e contribuire così alla rinascita dell'identità di quel popolo. È ancora presto per dire se i nuba ce l'hanno fatta. Ciò che è certo è che la loro storia racconta in modo esemplare la ricchezza e le contraddizioni di un continente inquieto e lancia una sfida alla nostra indifferenza. «Ci accorgeremo», afferma Kizito, «che abbiamo molto in comune, che insieme stiamo vivendo la straordinaria avventura di essere uomini. E potremo dire anche noi: Io sono un nuba.» |
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Titolo: Fair Trade - La sfida etica al mercato mondiale
di: Tonino Perna
edizione: Bollati Boringhieri |
A partire dall’analisi del fair trade, commercio equo e solidale, delle sue potenzialità e dei suoi limiti, il libro studia le risposte della società civile internazionale (ONG, non profit, finanza etica) alla globalizzazione e alla rapina di un’economia monetaria virtuale. I contributi teorici più significativi riguardano sia un approccio “sociale” alla teoria della moneta, sia un’analisi del “comportamento e del ruolo dei consumatori” in una fase storica -quella che stiamo vivendo- in cui si è perso il senso e la direzione dell’agire sociale. L’esposizione non è rivolta solo agli addetti ai lavori, ma intende diffondere la conoscenza delle organizzazioni non profit (in particolare il commercio equo e la finanza etica) che in vario modo contribuiscono sia a proteggere la società, sia a gettare semi per la costruzione di un’economia “altra”.
“[…]Il capitalismo nella sua storia ha dimostrato di essere un sistema estremamente elastico, di recepire spinte contrastanti, di superare contraddizioni che facevano presagire la sua deriva (Ricardo) o il suo crollo (Marx, Schumpeter). Sennonché alcune tendenze di fondo non solo rimangono, ma si sono accentuate. Oltre […] alla concentrazione di capitali, informazioni e la polarizzazione sociale, va ricordata la tendenza forte e di lungo periodo a una progressiva mercificazione di tutti gli aspetti della vita su questo pianeta. Le conseguenze sono note e si chiamano: desocializzazione, destrutturazione culturale, perdita di senso ecc. A questo processo la società ha reagito in vari modi e una delle forme di reazione è diventato un punto di forza del commercio equo: ricostruire un primato delle relazioni sociali sulla sfera economica.” |
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Titolo: Il banchiere dei poveri
di: M. Yunus
edizione: Feltrinelli |
“Quando oggi qualcuno mi chiede: «Come le sono venute tutte quelle idee innovative? Lei non ha una formazione specifica, come ha fatto a inventare Grameen?», io rispondo: «Abbiamo guardato come funzionano le altre banche e abbiamo fatto il contrario».
Può l'intuizione di un uomo cambiare il destino avverso di più di dodici milioni di poveri? Evidentemente se si è testardi e ci si crede fermamente, sì.
Oltre alla testardaggine, il professore bengalese Muhammad Yunus ha una convinzione: concedere credito ai poveri, un credito microscopico, può cambiare radicalmente la loro vita e strapparli a una vita di sofferenze.
Partendo da questa convinzione, nel 1976 Yunus e i suoi studenti del dipartimento di Economia di Chittagong avviano un programma sperimentale per la concessione di piccoli prestiti a contadini e manifatturieri del posto, per tutti quelli, cioè, che erano esclusi dal circuito creditizio ufficiale in quanto sprovvisti di garanzie. La povertà, secondo Yunus, non è una necessità storica ma una contingenza, e i poveri sono tali non perché privi di competenze ma perché non hanno la possibilità di conservare i loro profitti. Basta dare loro un minimo“credito” (nel vero senso della parola), per sperimentare conseguenze inaspettate.
«Noi riteniamo che tutti gli essere umani possiedano una capacità innata, che è la capacità di sopravvivenza. Il fatto che i poveri siano vivi è una prova lampante di quanto affermiamo». I banchieri giustificano l'esclusione dei poveri dal credito con la classica argomentazione della bassa probabilità di restituzione. L'esperienza ha dimostrato esattamente il contrario: per i diseredati un piccolo credito rappresenta un'occasione di riscatto troppo importante per essere sprecata. Contrariamente ai ricchi, essi non possono permettersi di tradire chi ha dato loro fiducia. […]Oggi decine di paesi in tutto il mondo ospitano programmi di credito che si ispirano alla “Grameen Bank” del professor Yunus, e il tasso di recupero dei prestiti si avvicina molto al 100%.
“Il banchiere dei poveri” è un'autobiografia coinvolgente, è la storia di un economista stanco di descrivere ai propri studenti eleganti teorie economiche totalmente astruse dal mondo reale, dal suo Bangladesh dove la carestia del 1974 ha causato centinaia di migliaia di vittime. Un libro dove non mancano brillanti riflessioni che mostrano come la scienza economica si sia sempre occupata, sin dalla sua nascita, dei meccanismi di produzione e allocazione del reddito, senza tener conto delle vite delle persone, degli emarginati. In breve, di non essere stata capace di essere prima di tutto scienza sociale.
Ma questo libro getta soprattutto una luce di speranza e di incoraggiamento per tutti coloro che si impegnano per la costruzione di un altro mondo possibile, dimostrando che è possibile e necessario intaccare il sistema economico predominante.
di Agostino Tasca |
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Titolo: Occhi per l’Africa
di: Renato Kizito Sesana
edizione: EMI |
Volete aprire gli occhi davanti alla situazione africana? Questo libro è un mezzo per farlo!Non ve li aprirà completamente, forse, ma almeno non li avrete chiusi, ma socchiusi….
Avete la possibilità di incontrare Nacen, Aleardo, Peter, Stefano, Faye e Fatuma e non lo sapete!
Il libro è diviso in due parti: “Lettere agli amici” e “Riflessioni”.
Le lettere contengono, oltre ad esempi di vita africana anche storie, parabole e preghiere che fanno capire che la situazione africana è molto difficile, ma soprattutto che la fierezza, l’amor proprio, la dignità del popolo è molto forte e non si è spenta, e credo non si spegnerà mai! (Ne sarei stato sicuro se noi occidentali dedicassimo un po’ del nostro tempo giornaliero, mensile, annuale a loro.)
Nelle riflessioni si possono trovare alcuni temi che influiscono sulla povertà dell’Africa. Visto che sono sotto forma di lettere, il linguaggio è semplice e molto scorrevole.
Di seguite trovate delle frasi tratte dal libro, augurandovi di metterle in pratica:
“La cosa più preziosa: una visione per il domani.”
Un viaggio mi apre nuovi orizzonti quando assaporo il piacere di viaggiare, non quando cerco di arrivare al più presto alla meta.
Capisco cose nuove quando comunico con una persona, non tanto per cortesia, o per imparare, o per criticare, ma semplicemente per la gioia di conoscere un nuovo amico.
Vogliono anche loro uscire da quella vita degradata dove sono caduti senza loro responsabilità. Vogliamo dar loro una mano per uscirne. Aspettiamo che anche voi ci diate una mano.
“Fate del vostro meglio per sorreggere il cielo!”
di Luca Clementelli |
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